lunedì 29 settembre 2008

See you on Euroleague.tv!!

http://mediacenter.gazzetta.it/MediaCenter/action/player?idCanale=Eurolega&filtro=Tutti&pagina=2&passo=7&uuid=GOLeur-interviste26&navName=3&provenienza=REDAZIONE

Noto che è stato aggiunto un non so che di recitazione ed improvvisazione agli spikerati. Occhio però eh, prima che gli parta la bestemmia quando è MoLTO ECITaTo...

E Chris Warren con la voce di Franco?? Fantastico!


Dani io voglio sentire la tua voce. Ti vedrei bene tradurre Basile.

Qual è la frasettina da far dire ai giocatori quest'anno? E' ancora lo sciogli lingua dell'anno scorso?

E ricordatevi che io...vi curo
ahaha

sabato 27 settembre 2008

Pedoni rulez

Qui tutto va veloce. Ed è quasi passato un mese da quando sono arrivata. Il mio stupore girando per le strade si è molto ridimensionato: qui vale tutto, salire in metropolitana con lo stereo acceso, improvvisare un concerto suonandoi bidoni della spazzatura, uscire di casa con i tacchi e i pantaloni della tuta, portare le trecce anche se hai i baffi... tutto insomma.
Lunedì varcherò la soglia di metà sessone a scuola, ancora però non mi sono abituata a svegliarmi alle 7: sveglia e caffè, barba e bidet...presto che perdo il train...

Per le strade i tassisti viaggiano come pazzi, e si incazzano da matti se non scendi dalla parte del marciapiede.

La città è facile da girare, tutte le streets sono a senso unico alternato e le avenue nella numerazione vanno da est ad ovest e solo qualcuna è a doppio senso di marcia. Questo fa si che i veri padroni del contesto urbano siano i pedoni. Nei giorni feriali la gente di riversa nelle strade a flotte. Mi piace questa completa anarchia stradale. Non c'è rosso che fermi un folto gruppo nel tentativo di attraversare. Le macchine attendono pazientemente. Tassisti inclusi.
L'attraversamento in solitaria con semaforo rosso però è una delle cose più rischiose. Dopo decisa strombazzata l'autista a cui state intralciando la rotta non farà nulla per schivarvi, anzi pigerà sull'accelertore con più violenza.

Tutto va veloce. La gente ci mette poco ad attaccare bottone, nascono discorsi infiniti se chiedi un accendino, dentro e fuori i locali; se chiedi dov'è il tal negozio capita anche che ti ci accompagnino proprio. Si mangia veloce, puo' capitare di vedersi levare il piatto da sotto il naso quando ancora non si ha posato il tovagliolo.

Credo sempre di più che le serate migliori sono quelle passate a raccontarsela sui tetti. Italiano, americano, italoamericano, spanglish, parole improponibili.

Perchè tutto va molto veloce, venerdì sera ho rinunciato ad andare al Madison a vedere una partita delle Liberty, drink and dance. Forse mi dispiace un po'. Sinceramente avevo un po' paura di sentirmi sola nel buio della notte!

Union Square

ps. Come è andato il torneo di Valma?

mercoledì 24 settembre 2008

Musica nuda

Avrei potuto titolare questo post 'Quanto è piccola la grande mela - III'...

Andrea Rocchi questa settimana è qui a NY, sta girando un mocumentary su Gino de Crescenzo in arte Pacifico. Così martedì sera ci invita al Joe's Pub, un dei locali più conosciuti in città in cui ascoltare musica dal vivo. Entriamo come componenti della sua crew, saltiamo fila e quant'altro e prendiamo posto in quello che penso fosse il privè. Canta Pacifico, poi introduce Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
La mia oltraggiosa cultura musicale non mi consente di sapere chi siano: se mi avessero dato un volantino della serata, con buone probabilità sarebbe finito nel fondo della borsa in cui da giorni accumulo carte, pubblicità e sconti per le cose più impensabili.

Lui suona il contrabbasso, lei una voce da brividi, canta, strilla e scherza con il pubblico. Se avete due minuti andate a vedere il loro sito.
http://www.musicanuda.com/indexe.htm

Ora che mi sono sistemata con la casa, ho deciso di mettere ordine nella borsa.
Presto farò un workshop di Photoshop
all'Apple store e una lezione di hatha yoga; sebbene non so cosa sia mi incuriosisce. Tutto a costo zero.

Com'era il titolo di quel film in cui i protagonisti fanno gli imbucati di professione?

Nb. Domenica 28 c'è la prima delle nuova stagione di Dexter.

lunedì 22 settembre 2008

Quanto è piccola la grande mela... - II

Ieri sera ero da Shake Shack con Uazza ed Eleonora. Shake Shack è un baracchino in mezzo a Madison Square Park dove ordini alla cassa, ti danno un telecomando e ti vai a sedere. Ad un certo punto il tuo telecomando vibra e si illumina, a quel punto la pappa è pronta e vai a ritirarla. Lucine di Natale sugli alberi (ancora!), hamburger, patatine intrise di salse, birra, topini che scorrazzano tra le gambe dei tavoli e quelle dei customers e un tizio che si avvicina 'do you have a ligther?'... Uazza lo pizzica subito 'sei italiano?' 'Si ... bla bla bla ... studio chirugia plastica a Pittsbourgh'
Interessante!!
'Di dove sei?'
'Di Pavia'
Ci provo...'Conosci Matteo Montagna?'
'Si che lo conosco'
Io e Uazza scoppiamo a ridere...Eleonora a ruota, ride, di noi, di lui, boh! Lui rimane lì un po' perplesso. Voglio strafare e gli chiedo se conosce anche Benny, ma mi va male.

LUI: Mario Cherubino, nato e cresciuto a Pavia, specializzando in chirurgia plastica, una passione per gli scacchi, una persona vera.

:)

domenica 21 settembre 2008

Out of luck, please give me a Buck!

Ohilalà eh!! E' vero, è un po' che non scrivo...
Qualcuno sa che questa settimana è stata un po' tesa, la prima settimana ufficialmente da sola...

Onestamente devo ammettere che è volata. Tornare a scuola,
gente nuova, culture diverse che si raccontano, prendere appunti, le corse che non ho mai fatto prima in vita mia per non arrivare tardi e poi i pomeriggi su craigslist a cercare una stanza tutta mia.

Ormai odio quel sito.

Di case ne ho viste un po'. Da quello che non si presenta all'appuntamento per l'open house, sono passata da Astoria, nel Queens, dove per 650$ al mese, una signora dorme sul divano per affittare la sua camera. Jenny, per 800, il divano lo lascia a me, tenendosi la camera. Per 995$ ho visto un super affare a Tribeca, appartamento-museo abitato da un pezzo da museo. E infine l'appartamento di Joseph, che per 875$, dal primo di ottobre, mi darà la camera grande e soleggiata che la sua attuale coinquilina intende lasciare per trasferirsi a LA. Il pacchetto includeva anche numero di telefono e invito a bere qualcosa, if you are not too busy, Valeria. :)

Domani vedo un altra casa. Insomma di soluzioni ne viste più di una, ma più vado avanti, più
penso che qui nel castello sulla 95sima non si stia così male. Ora che conosco di più la zona poi...

Vi dirò che la mia iniziale idea di NY, grattacieli di vetro e palazzoni ipermoderni, casa per fatti miei, feste etc etc si è scontata con la realtà di una megalopoli dalle mille faccie, odori e puzze.


Privilegi accessibili a pochi, adombrano una realtà fatta di case vecchie, anche affascinati da fuori, ma poco vivibili dall'interno. Gli spazi comuni dei palazzi, ingresso e scale, sono spesso sporchi e malconci, all'interno appartamenti di ogni genere, da quella arredata giovane e carina all'Ikea a quella sistemata con sole cose trovare per strada (alle volte si trovano anche divani molto belli). Vite normali e situazioni disperate.

Insomma, non è tutta
Manhattan quel che luccica.

Oggi me ne vado con Petra e Brian al mare. Alla casa non ci voglio proprio pensare.

Un bacio grande


mercoledì 17 settembre 2008

...we're gonna pay a call on the Cutler Family...

C'è una posto nella casa in cui sto in questi giorni che è davvero speciale.

La villazza dei Cutler si trova nell'Upper East Side, una delle zone più residenziali e meno luccicose di Manhattan, tra la Lexington e la 95esima strada. Sono 4 piani, senza ascensore! Primo piano con cucina della grandezza di una casa media di newyorkese, frigorifero enorme, lavastoviglie, ripiano per mangiare con sgabelli e sala da pranzo con tavolo, divani, poltrone e pianoforte. Sali, secondo piano: salotto di rappresentanza e stanza per la lettura con mega tv che però non è collegata a nessun
satellite, solo per dvd. Moquette ovunque. Sali un altra rampa ed arrivi al terzo piano. Il talamo, cabina armadio, bagno e ufficio. Sali, sali e arrivi al piano delle camere, 4, una per figlio. Io sto in quella di Ginger che ora è alla Georgetown University. Hope, Nat e Jack sono sparsi pure loro tra college e high school. Le foto, i ricordi, i bigliettini 'I love you mum' soffocano tutti i muri della casa. Molto americano dell'upper class.

Ieri ho fatto la spesa pensando di fare un piatto di pasta al pesto per me e la mia famiglia. Rientro alle 7:15 ma loro stavano già mangiando. Ok, mi cucino e mi mangio da sola.

Il tempo fuori era umidiccio ma perfetto. Allora me ne sono andata nel giardinetto, il posto speciale. Un quadrato dietro casa piastrellato con beole ed erba sintetica ai bordi, delimitato da una staccionata di legno con le lucine di Natale sempre accese. Palazzi tutt'intorno. Tavolone al centro, sedie con il cuscinone imbottito, due candele e il libro di Fabio Volo che mi hanno regalato le Regine! Fantastico! Mi sono sentita davvero a casa.

Oggi scuola. Torno, parlo su msn, mi dimentico di andare a fare la lavatrice, poi voglio mangiare con i Cutler. Scendo, scendo, scendo e li trovo in cucina. Due parole ma entrambi stanno facendo la rassegna stampa. Ogni mattina ricevono tre quotidiani. Stewart ha un paio di occhiali da nerd, che meritano i complimenti per il coraggio, camicia e pantalone elegante. Anne magrissima, distinta, sempre ben vestita, anche in casa.


Aspetto. Aspetto ancora
ma loro leggono come invasati. Vorrei... ma non vorrei disturbarli, sono troppo concentrati. Ho fame e mi cucino, 'Vi va di mangiare della pasta?' 'No grazie, abbiamo la zuppa'. Ma continuano a leggere!!
Mangiare prima di loro, nel silenzio assoluto, è stato più imbarazzante che mangiare dopo di loro.



Their house is a museum
Where people come to see 'em
They really are a scream
The Cutler Family.

Aiutoooooo!

martedì 16 settembre 2008

All the latests!

Primo giorno di scuola. La mia, la Els di Manhattan, è a Varick Street, all'interno di un bel palazzone elegante. Nella hall c'è un banco dove lasci il nome e l'addetto lo stampa su un adesivo che poi va applicato alla maglietta. Secondo piano, colazione di benvenuto e mille test, formalità varie, infine la divisione nelle varie classi a seconda del livello, da 101 a 112. Io sono 108!!

Un bel 70% degli studenti sono asiatici. Di questi almeno la metà coreani. Mi spiegava Petra, che vive qui da 16 anni e insegna italiano, che la mia scuola non è un eccezione.
Sapete che un coreano nato nell'ottobre del 1982, in corea ha 27 anni, mentre in tutto il resto del mondo ne ha 26? Questo perchè quando nascono loro contano di avere già un anno. Ma non è icredibile tutto ciò??!!

Tornando alla scuola, ad orario di pranzo inizia il pizza party e le tanto annunciate regole...

- un ritardo di 5 minuti = 1 Late
- oltre 15 minuti di ritardo = 1 Absence
- 3 L = 1 Ab
- > di 3 Ab non passi il corso = hai problemi con il visto

Non ci vuole una grande preparazione in algebra per immaginare tra quanto otterrò la mia prima Ab...

Secondo giorno, oggi, sono arrivata 3 minuti prima che iniziasse la mia classe. E giuro, sono partita con largo anticipo. Nonostante abbia preso il treno espresso ho dovuto fare le corse, quasi travolto gente sulle scale della metropolitana, mostrato il badge alla guardia all'ingresso, atteso l'ascensore, 2° piano, cercato la mia aula e preso posto, un po' accaldata.

Nella mia classe ci sono 4 coreani, 1 del Sud Arabia, 1 venezuelano, 1 francese, 1 spagnolo, 2 tuchi.
Le lezioni sono carine, si parla molto tra di noi ed è simpatico sentire tutti i vari storpiamenti dell'inglese e la pronuncia con i diversi accenti. Il migliore il frenglish, molto melodico.

Appresto